Scuola: una modernizzazione ancora incompiuta

Il 56,3% degli studenti boccia il Wi-Fi della scuola, il 49,4% critica lo stato dei bagni, il 38,7% giudica insufficiente l’impianto di riscaldamento. Solo il 5,9% considera la propria scuola «moderna». La scuola italiana investe nell’innovazione didattica, ma continua a scontare ritardi che riguardano aspetti basilari della vita quotidiana degli studenti

Comunicato Stampa

Roma, 6 luglio 2026 - Infrastrutture digitali e servizi restano i punti deboli. La qualità degli spazi scolastici continua a rappresentare uno degli elementi critici dell’esperienza formativa degli studenti e l’edilizia scolastica rimane uno dei nodi strutturali del sistema educativo italiano. Una quota significativa degli istituti, infatti, è ancora ospitata in edifici datati, spesso progettati originariamente per funzioni diverse da quelle scolastiche e successivamente adattati. Gli studenti delle scuole superiori confermano la persistenza di criticità che riguardano aspetti essenziali della vita scolastica: il 56,3% esprime un giudizio insufficiente o gravemente insufficiente sull’impianto wi-fi della scuola e il 49,4% valuta negativamente lo stato dei bagni. Si tratta di ambiti differenti – da un lato la qualità dei servizi, dall’altro l’accesso alle infrastrutture digitali – ma accomunati dal fatto di essere, agli occhi degli studenti, i simboli più evidenti della distanza tra le ambizioni del sistema educativo e la realtà concreta delle scuole. Tra gli aspetti più critici figura anche il comfort ambientale: il 38,7% degli studenti considera inadeguato l’impianto di riscaldamento. È quanto emerge dall’indagine realizzata dal Censis nell’ambito del progetto Iride «La scuola vista dai giovani», che ha coinvolto oltre 8.000 studenti delle scuole secondarie di secondo grado e 1.000 diplomati di età compresa tra 18 e 24 anni.

Promossi gli ambienti innovativi, meno le aule tradizionali. Valutazioni positive emergono nei confronti degli spazi di apprendimento diversi dalle aule tradizionali: il 44,9% degli studenti delle scuole superiori esprime giudizi ottimi o buoni su laboratori, aule di informatica, biblioteca, aule attrezzate; il 44,6% sugli altri spazi interni dell’edificio scolastico, il 40,7% sugli ambienti destinati alle attività culturali (aula magna, teatro, ecc.), e il 39,7% sulle aree esterne. Le aule tradizionali invece, che rappresentano ancora il principale luogo della vita scolastica quotidiana, raccolgono soprattutto valutazioni di sufficienza (40,3%), solo il 30,2% dà una valutazione molto positiva (ottimo o buono), mentre il 29,5% esprime un giudizio negativo. Anche gli edifici nel loro complesso e gli impianti sportivi evidenziano una situazione ambivalente: a fronte di una quota significativa di valutazioni positive (il 35,8% e il 38,0% assegna ottimo o buono), permane una componente rilevante di studenti che ne segnala l’inadeguatezza (rispettivamente il 28,5% e il 29,3%).

Una scuola poco moderna. Il 41,0% degli studenti definisce le strutture della propria scuola «normali», il 34,4% le considera «vecchie», il 21,6% «funzionali», mentre solo il 5,9% le descrive come «moderne». Il concetto di «normalità» non sottende necessariamente un giudizio positivo, ma sembra essere piuttosto l’espressione di un progressivo adattamento a condizioni spesso caratterizzate da limiti infrastrutturali e carenze manutentive. Parallelamente emergono giudizi che richiamano esplicitamente carenze di qualità e manutenzione: il 17,3% le ritiene male attrezzate, il 16,7% sporche, il 9,5% inadeguate, il 4,7% pericolose e il 4,0% fatiscenti. Il confronto con gli ex studenti mostra però una lettura in parte diversa dell’esperienza scolastica. Tra i diplomati di età compresa tra 18 e 24 anni cresce la quota di chi ricorda la propria scuola come funzionale (39,1%), pulita (24,2%), accogliente e sicura (16,6%), e moderna (15,5%). Tuttavia, anche tra coloro che hanno concluso il percorso scolastico continuano a prevalere le definizioni di strutture «normali» (46,4%) e «vecchie» (33,7%).

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